Scuola comunitaria a N'Tyeani

villaggio di N'tyeani, Repubblica del Mali
2004-2005

L'edificio di N'tyeani costituisce un progetto pilota per un programma di costruzione di cinque scuole elementari nei villaggi di savana del distretto di Katì, nel nord della Repubblica del Mali.



L'edificio di N'tyeani costituisce un progetto pilota per un programma di costruzione di cinque scuole elementari nei villaggi di savana del distretto di Katì, nel nord della Repubblica del Mali.
Attraverso un progetto di architettura si cercano risposte alle evidenti necessità; la terra e le mani degli abitanti ne sono le risorse principali.
pr-2phpWHoXhGIl progetto sperimenta un processo di collaborazione partecipativa tra gli abitanti del villaggio, futuri utilizzatori della struttura. Tempi, materiali e lavorazioni sono state concordate in riunioni ed assemblee con gli abitanti; il programma delle opere é stato studiato compatibilmente ai materiali reperibili sul mercato locale e soprattutto alla disponibilità di manodopera legata alle stagioni di lavoro nei campi di miglio, unico sostentamento della popolazione.
La costruzione é stata così suddivisa in fasi successive. Dapprima si è provveduto a costruire una scuola provvisoria in paglia [protetta con dei rovi dall'attacco degli animali] che ha consentito di iniziare fin da subito l'insegnamento. La popolazione locale ha poi fabbricato i 9.000 mattoni in terra cruda necessari per le murature. Successivamente un'impresa locale ha realizzato le fondazioni e la struttura metallica della copertura, trasportata con due soli viaggi di camion. Da ultimo il completamento dell'edificio da parte del villaggio, con la messa in opera dei muri e delle opere di finitura.
Questo lavoro cerca un'evoluzione alla tipologia dell'aula normata dall'autorità locale. In Mali l'edificio scolastico si definisce sempre per rigida aggregazione a tre a tre del modulo dell'aula (9.00 x 7.00 metri) protetto da un portico a sud con finestre e porte di dimensione standardizzate. Lo sfalsamento tra i moduli in pianta, ottenuto con un muro curvo ripreso dalla tradizione delle capanne locali, sottolinea una maggiore identità a ciascuna delle tre aule; il portico, più profondo, da semplice distribuzione diventa prezioso spazio all'ombra, utile come luogo di ritrovo o di lezione all'aperto; parte delle pareti protette dall'ombra del porticato, intonacate di nero, diventano, al di fuori degli orari scolastici, lavagne per lo studio dei bambini spesso privi dei più semplici strumenti come i quaderni e le biro.
A livello costruttivo, si è cercata una strategia per realizzare una scuola più durevole delle tradizionali - spesso distrutte e ricostruite dopo le violente piogge stagionali - evitando l'uso di tecnologie importate, estranee alla cultura del luogo e poco praticabili economicamente.
Sottili pilastri in ferro di soli 80 mm di sezione sostengono la struttura di copertura. La muratura utilizzata come solo tamponamento consentirà agli abitanti più facili e autonomi interventi manutentivi senza intaccare la stabilità delle coperture da essa indipendenti.
Una esperienza di progetto, di lavoro, riflessione personale sul ruolo dell'architettura, sul come e perché intervenire anche in luoghi come questi.